Aghata muschiata

Pubblicato il da possodireunacosa.over-blog.it

 

Luigi Ghirri Lido di Spina 1973 courtesy Paola Borgonzoni

 

“Ciao amore! Come stai? Io non tanto bene, diciamo che potrebbe andare meglio. Oggi sicuramente è stata una giornata bellissima e quando tu ascolterai questa cassetta saremo già avanti con i tempi, nel senso che saremo già oltre col tempo, perché ci saremo già salutati e io sarò già andata via. Beh ho voluto lasciarti qualcosa, un po’ di me, perché penso che…sì, che in fondo…aiuti… aiuti avere qualcosa della persona a cui sei legato. Ho pensato quindi di farti un regalo, che poi non è tanto un regalo, sono tante piccole cose che vorrei tu mi tenessi in custodia. In questo periodo che mancherò ho intenzione di vederti, in qualche modo faremo, anche se dovesse passare tanto tempo saremo comunque vicini.

Mi mancherai un sacco, un sacco di più, mi mancherai un sacco infinito… mi mancherai tanto tanto…  Perché lo so che mi mancherai,  ho comunque bisogno di vederti, di parlarti, di sentirti vicino. Però mi mancherai bene, mi mancherai bene nel senso che ci sono due modi perché una persona mi possa mancare: mi può mancare bene e mi può mancare male, tu mi mancherai bene. La differenza è sottile ma fondamentale. Mi mancherai bene nel senso che tu mancherai a me e io so che mancherò a te, e quindi la cosa è condivisa da entrambe le persone in modo uguale, questo è mancarsi bene… perché in fondo si condivide anche questo. 

 

- tratto da un mio racconto  "Aghata Muschiata" -

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