Billy (il fortunato) e l'amor perduto
Billy aveva la passione per i mostri, per i giocattoli e per i biscotti.
Ma quando lei gli disse: Ciao Billy addio...lui decise che non aveva più senso vivere, tutto morì con quelle tre parole...
Billy cercò il punto più alto per lanciarsi e sfracellarsi al suolo. La torre di Pisa era troppo bassa e anche quella di Bologna e di Milano. Allora prese un volo e atterrò a Parigi ma anche la torre Eiffel era ancora troppo bassa, e ahimè anche Londra non era all’altezza del suo piano.
Billy allora cambiò continente, prima andò in Asia poi negli Stati Uniti ma anche qui non c’era niente di serio. Forse lanciarsi dai grattacieli di New York poteva essere un’idea, però da quelle parti ci sono troppi ma troppi super eroi, Billy non voleva rischiare di essere salvato dal primo Spiderman o Superman d’occasione.
Esausto dai viaggi decise che era il momento di cambiare pianeta, costruì un razzo volante, congegnato in modo da poter volare sino a Marte più velocemente di qualunque aeroplano.
Arrivato a Marte si accorse che lì l’aria era molto fredda,
si sentì per la prima volta solo,
lì provo per la prima volta la sensazione della morte,
sentì che il suo cuore respingeva la sua pazzia,
lì il suo stomaco iniziò a brontolare, gli venne una gran fame, fame di latte e biscotti.
Decise che forse era meglio rimandare lo schianto e andare sulla terra a fare colazione, in tutti i modi, pensò Billy, quello era il posto giusto per lanciarsi e schiantarsi al suolo.
Billy accese il motore, era pronto per tornare a casa, controllò le lancette, la lancetta della benzina era a zero non si muoveva, Billy aveva pensato solo all’andata...
Billy sarebbe potuto morire di freddo o di fame oppure di solitudine, se la sua amata non si fosse nascosta nel baule del razzo con un paracadute per poi lanciarsi insieme nel vuoto. Billy sarebbe morto se lei non avesse avuto il coraggio di credere in loro nonostante tutto,fino alla fine...
Quel volo durò una vita, una vita intera.