Cafè Shakespeare (serata inaugurale)

Pubblicato il da possodireunacosa.over-blog.it

 

 

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Franciacorta e Champagne, è il cafè Shakespeare bellezza!

Ieri tutti gli invitati (cioè tutti quelli che sapevano dell’inaugurazione)  raccoglievano in mazzetti i coupon (omaggi) appoggiati al bancone, tutti offrivano da bere a tutti, ridendo, con le facce rilassate e il portafoglio sempre in tasca. Il pensiero là, fisso, come un chiodo... “che mi frega stasera della crisi”. “Che mi frega a me”.  

 

 Mi viene a mente quel mio amico che un giorno mi disse: “offrire da bere alla gente è una cosa che mi piace proprio, mi dà soddisfazione”. La prima cosa che pensai dopo questa frase fu: “Che bello, ha ragione, poi ci ripensai e in effetti lui non l’aveva mai fatto con me, cioè non mi aveva mai pagato nulla, neanche un caffé delle macchinette. Forse avevo capito male io. Forse lui intendeva che potenzialmente è una cosa molto bella da fare. E su questo sono d’accordo. Poi arrivarono la crisi e i licenziamentie e altri Cinesi e altri laureati ecc ecc, ma questa è altra cosa. Non c'entra con il cafè Shakespeare.

 

Che altro dire?

Che hanno suonato jazz. E che la gente tra una forchettata di farfalle al salmone e una fetta di salame ha apprezzato anche il concerto.

Che c’entra se la gente non guardava i musicisti?

Devi sentirla la musica non guardarla.

Che c’entra se la gente parlava quando loro suonavano?

E’ musica da sottofondo è jazz.  

Una serata da signori, jazz e champagne, nonostante la crisi.

 

Che altro ancora: "Se pur sia bello l'amore ch'è implorato, assai più bello è quell’amore che si concede di sua propria volontà” parole di Shakespeare.

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