6. You are free!
Il ragazzo aveva passato tutta la notte sveglio, non aveva chiuso occhio. Il ragazzo non capiva più i ragionamenti che faceva la sua testa, una cosa stranissima che non gli era mai successo prima, non sapeva più cosa fare visto che non riusciva più a pensare con la propria testa.
Il fatto è questo: la sua testa aveva iniziato a ragionare in lingua inglese, una cosa stranissima. Per il ragazzo l’inglese era come se fosse una lingua araba, non ci capiva niente. Sapeva solo una manciata di parole in inglese e poco più. La sua testa continuava a dire sempre la stessa frase:
You are free!
You are free!
You are free!
Era già un periodo difficile per lui, ci mancava solo che la sua testa si mettesse a fare i capricci come un vecchio televisore.
Si era messo le scarpe, lavato i denti, poi sciarpa e giacca ed era uscito, tutto in automatico senza pensare. Non poteva permettersi di pensare. Uscito di corsa da casa con la sua bicicletta, si stava dirigendo verso il centro del paese, aveva visto il negozio del barbiere con la serranda ancora abbassata, poco più avanti aveva visto chiusa anche la vecchia libreria del signor Dal re, aveva pedalato fino al municipio e poi si era fermato alla fontana del viale del paese. Con la gola secca stava cercando di pensare come risolvere il problema e l’unico pensiero che gli girava in testa era:
You are free!
You are free!
You are free!
Se passando in bicicletta avesse incontrato il Barbiere, magari gli avrebbe suggerito di andare in farmacia e farsi dare un’aspirina. E se invece di essere chiusa fosse stata aperta la vecchia libreria del signor Dal re, sarebbe entrato in libreria e avrebbe comprato un dizionario d’inglese. Avrebbe probabilmente già risolto il suo problema, chissà? Purtroppo in paese quando avevi bisogno di qualcuno, questo qualcuno non c’era mai.
Il ragazzo si era rimesso in sella alla sua bicicletta, pedalava forte più di prima, senza una destinazione, senza un’idea in testa. Aveva intuito che l’unica cosa per non sentire la sua testa era tenersi occupato, fare altro, non pensare. Si era messo ad andare così veloce che non aveva proprio la forza di pensare. Aveva passato tutta la mattina a girare come un pazzo per il paese. Dopo qualche ora sfinito dalla stanchezza, con i polpacci duri come legno andò a sbattere contro un albero. Alcuni curiosi andarono a vedere l’incidente del ragazzo, fortunatamente non aveva un graffio, non si era fatto nulla. You are free! – diceva la sua testa. Era ancora per terra un po’ stordito. C’erano una dozzina di persone che si erano avvicinate a lui. Il ragazzo, nella folla, aveva riconosciuto il Filosofo del paese che stava addentando una mela verde, poi vide il Meccanico e il suo cane Jessie James, poi vide la bellissima dottoressa del paese con il suo lucente camice bianco e una margherita dentro il taschino che tutti in paese adoravano, poi c’erano due ragazzi sporchi che guardavano sopra le loro mountain bike, poi qualcuno del gruppo gli disse: “You are free ragazzo, quando incontri la libertà, l’unica cosa che devi fare è arrenderti”.