Il mio migliore amico
A volte mi vengono in mente dei ricordi che non so neanch'io perché mi vengono in mente. Mi rendo conto che inizio anch'io ad avere una memoria storica.
Mi ricordo anni fa quando vivevo a Fontevivo e avevo il fifty amaranto, che se non ricordo male lo avevo pagato 400 mila lire e aveva la marmitta senza paglietta (dicevano che avere la marmitta senza paglietta voleva dire guadagnare due chilometri di velocità). Oltre al periodo dei motorini truccati era anche quella del rispetto verso i "grandoni", che erano quelli più grandi di noi. Poi quando siamo cresciuti e per ragione anagrafica dovevamo finalmente essere noi i grandoni, non so spiegare il come e il perché, ma i ragazzini non ci riconoscevano come i grandoni.
In quel passato lì dei motorini truccati, mi ricordo che una volta eravamo sotto il viale alberato di Fontevivo, eravamo in quattro, era un pomeriggio ed era sicuramente inverno, il mio amico disse all'altro che io ero il suo migliore amico, mi avevano riempito d'orgoglio quelle parole, migliore amico appunto. Lui a me era molto simpatico ma non mi sarei mai esposto tanto come avevo appena fatto lui, ma dopo che disse che io ero il suo migliore amico, dopo quelle parole, nella mia testa anche lui era diventato il mio migliore amico.