Il vetro e il gatto
Il piccolo era avanzato senza timore verso i bagni, e vedendo più persone, si era scostato per farle passare. Non si fermò ad osservarli, notò semplicemente i vestiti colorati e i capelli legati e vide che erano tutte donne. Per lui era un gioco spostarsi e rasentare i sedili. Monaco invece le osservò. Osservò che erano cinque zingare, tre donne e due bambine. Le due bambine erano in braccio a due delle tre donne. Quella senza bimbo era la più giovane ed era anche la più bella, Monaco la fisso per un istante. Poi guardò fuori dal finestrino. Pensò al viso, era un viso delicato, la pelle era leggermente scura e aveva qualche lentiggine sparsa nel viso. Non vide i suoi occhi, ma se li immaginò nella sua mente. Se li immagino neri e grandi, e per un attimo si eccitò nel pensarli.
Le zingare passarono davanti al bambino. Il bambino, per dare meno fastidio, si alzò sulle punte dei piedi e trattenne il respiro tirando in dentro la pancia. Nel trattenere il respiro si era gonfiato le guance, a tal punto che sembrava dovessero esplodere da un momento all' altro. Le zingare passarono davanti a lui. Lui ,il bambino, aspettò ancora un poco prima di esplodere come fanno i palloncini gonfiati troppo, poi esplose e lasciò cadere le braccia a penzoloni.
- Tratto da un mio raccontino dal titolo: IL VETRO E IL GATTO -