Lettera a me stesso
Dai sai che mi rende felice mandarti lettere, si sono lettere un po’ d’amore, ma tu puoi prendere la dose che vuoi, io sono goloso è questo non fa bene al mio corpo ma al mio spirito si, dicono che le cose più belle fanno male. Io penso che il dolore si possa trasformare...
Tu cosa dici?
Perché?
A me non importa se tu mi chiami invece di scrivermi, a me piace scrivere e a te piace parlare.
Che male c’è?
Io sono contento lo stesso, anzi, mi piace sentire la tua voce. Anche quando la tua voce è così bassa che per sentirti devo incollare il mio orecchio al telefono. A me piace sentirti anche quando piangi, quando sei triste per motivi tuoi che io non posso capire (parole tue), a me piace sentirti anche quando sei giù e magari non hai tanta voglia di sentirmi.
Allora a volte io mi chiedo perché mi chiami?
Forse per le lettere che ti scrivo? In tutti i modi non capisco se tu stai chiamando le mie lettere oppure se stai chiamando me. Questo mi piacerebbe saperlo. Ma non è poi così importante, a me interessa scriverti.
Se dicesi che io ho fede in te tu mi prenderesti per matto! Conoscendoti penso proprio che lo faresti. Diresti che non sei una Divinità. Io ti direi che non sei obiettiva e che forse dovresti essere meno modesta.
Allora mi chiedo se tu conosci me?
L’uomo può credere in quello che vuole, diciamo che sulla carta è così. Quando si parla di libertà non bisogno pensare ai romanzi di fantascienza tipo 1984 di Orwell o cose del genere. Ma non voglio parlare di libertà adesso, ma magari nella lettera che ti scriverò domani... così ho la scusa per scriverti ancora.
Non mi sopporti più?
Puoi dirlo, giuro che non mi offendo...tanto non mi offendo mai.
Si mi hai proibito di scriverti lettere d’amore, sei stata delicata nel dirmelo, il messaggio è stato chiaro, è stato una mazzata Boooom in testa, mi sono sentito per qualche minuto morire poi mi sono ammutolito, la mia mente ha iniziato a viaggiare e poi tu a metà del mio viaggio sei dovuta andare non so dove e il discorso è rimasto inconcluso.
Comunque ti comunico che questa non è una lettera d’amore.
Domani é primavera... A presto