Luna-park
Un bambino con le scarpe di gomma blu, un k-way blu e un paio di pantaloni corti di colore blu aveva corso per arrivare al luna park.
Chi è quel bambino? aveva chiesto il marito alla moglie.
Il bambino aveva trovato le giostre ferme, i catenacci alle sedie e alle orecchie dei cavalli.
Era scappato di casa per vedere le macchine e le moto volare, ma era tutto immobile come i lampioni delle strade.
Il bambino aveva chiuso gli occhi e aveva stretto i pugni, fatto forza con le gambe e i piedi contro la strada e stretto i denti, e poi con estrema convinzione come solo i bambini sanno fare aveva espresso un desiderio.
Se qualcuno gli avesse chiesto di rivelarglielo, lui non avrebbe aperto bocca.
Una bocca cucita.
Poi aveva aperto gli occhi e aveva visto qualcosa muoversi sopra la sua testa...
Ciao bambino ti sei perso? dissero i due signori sfiorando il volto del bambino.
Il bambino non rispose, era incantato, immobile.
Il marito si rivolse ancora alla moglie: Cosa facciamo?
Il bambino guardò i due signori per un secondo, poi scavalcò il cancello e andò verso le giostre come se qualcuno lo stesse aspettando a braccia aperte.
I due signori rimasero a guardare, poi il marito sorrise alla moglie, lentamente mise la mano in tasca, tirò fuori un mazzo di chiavi, cercò quella giusta, ci mise un attimo a trovarla, poi aprì il cancello.