Mira e il caos

Pubblicato il da possodireunacosa.over-blog.it

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Mira era uscita da casa, non da casa sua, dalla casa di una persona, una persona per lei buona in alcuni momenti, cattiva in altri.   

Siamo dei bambini cresciuti pensò qualcuno sulla terra. 

Per un momento, Mira, si era fermata davanti ad una vetrata. Per un momento Mira aveva pensato al bene e il pensiero del bene l'aveva portata a pensare a suo padre, ma non al bene che lei voleva a suo padre ma al bene che suo padre in tutti questi anni gli aveva dato. Aveva voglia di piangere. Così quella voglia fu assecondata, come se le sue lacrime non avessero aspettato altro che scendere dalle sue guance.

Qualcuno sulla terra aveva pensato alla densità dello yogurt bianco. Una ragazza aveva pensato che quando apri un cassetto ti aspetti sempre una sorpresa. Mentre una nonna si stava godendo viziosamente il profumo di una confettura di marmellata alle prugne. 

Mira prese il telefono e chiamo a caso, poi una voce di una ragazza che non capiva, Mira parlava e piangeva.

Siamo tutti interconnessi mi hanno detto, ma mi sento  bene anche se preferisco pensare che la vita sia un po’ caos, disordine e sorprese, come le bollicine della coca cola.

Però ho anche voglia di mangiare bene e dormire bene e svegliarmi bene e volere bene. 

 


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