Elogio della lettura e della finzione

Pubblicato il da possodireunacosa.over-blog.it

Leggere è protestare contro le ingiustizie della vita, così come scrivere. Chi cerca nella finzione ciò che non ha, dice, senza la necesità di dirlo, e forse senza saperlo, che la vita così com'è non è sufficiente a soddisfare la nostra sete di assoluto. E che dovrebbe essere migliore.

Perchè un mondo senza letteratura si trasformerebbe in un mondo senza desideri nè ideali nè disobbedienza, un mondo di automi privati di ciò che rende umano un essere umano: la capacità di uscire da se stessi e trasformarsi in un altro, in altri, modellati dall'argilla dei nostri sogni. La letteratura introduce nei nostri spiriti l'anticonformismo e la ribellione, che stanno dietro tutte le imprese che hanno contributo a diminuire la violenza nelle relazioni umane. A diminuire la violenza, non a sconfiggerla. Perché la nostra sarà sempre, per fortuna, una storia inconclusa. Per questo dobbiamo continuare a sognare, leggere e scrivere, la maniera più efficace che abbiamo trovato per alleviare la nostra condizione mortale, per sconfiggere il tarlo del tempo e trasformare in possibile l'impossibile 

 

 

[Mario Vargas Llosa, Elogio della lettura e della finzione, Einaudi]

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