Io e un Salumiere in via d'Azeglio in tempo di crisi

Pubblicato il da possodireunacosa.over-blog.it

 

 

 

Ore dieci. Ho la macchina in via d’Azeglio proprio davanti all’università e sto andando via. 

 Appoggio  il giornale sul sedile, metto la cintura, abbasso il finestrino.

C’è un signore con il camice da salumiere di fianco alla mia macchina, dietro le sue spalle la sua bottega. Lui mi guarda, però fa finta di non guardami, cioè fa “lo gnorri”.

 

Io decido di uscire dal parcheggio con una sola manovra (so che chi non ha il servosterzo mi capirà).

Il bottegaio “gnorri” mi guarda con la coda dell’occhio, faccio il pelo alla macchina davanti, lui scuote la testa ininterrottamente nella mia direzione e vedo la vena della sua fronte gonfiarsi. Allora mi giro verso di lui e dico Scusi ma ho toccato la macchina? Sapendo perfettamente di non averlo fatto. Ci vuole solo della cognizione - mi dice lui. In che senso? - dico io. Ci vuole solo della cognizione e basta – ribatte lui scuotendo la testa – poi aggiunge -  Ci sta un tir!  Mi scusi ma ho toccato per caso la sua macchina? Non ancora ma manca tanto così ,e fa un gesto sarcastico con le dita. Bene, rispondo, allora ho ancora un po’ di spazio. 

 

Tiro su il finestrino e continuo la mia uscita con una sola manovra. Lui fa un gesto con la testa e poi torna dentro la sua bottega. Accendo la radio, abbasso nuovamente il finestrino, alzo il volume della radio, parlano dello sciopero, poi delle borse, poi della Libia, poi della manovra finanziaria, poi del Festival di Venezia .

 

La macchina segna che sono in  riserva, non so perchè ma in quel momento mi viene in mente che c'è sempre qualcuno che dice : " Noi Italiani ci lamentiamo tanto ma in fondo stiamo bene" 

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