l'attesa
"L’attesa è quel che le cose non hanno: la facoltà di abbandonarsi. Le cose non si abbandonano. L’attesa non vuole niente, non si rappresenta niente, si riposa."
"Ogni estraneo è un’attesa tradita. Ogni ospite sorprende la nostra impreparazione, e misura la nostra umanità sul tempo che intercorre fra la rinuncia alle rappresentazioni che l’hanno preceduto e il benvenuto sulla porta."
Perché l’attesa, al contrario del presente, è lo spazio della vita, la stanza dei sentimenti, il pozzo delle condoglianze. L’attesa, come il desiderio, è uno dei luoghi in cui il pensiero batte più accanitamente contro i muri del linguaggio. L’attesa è l’intervallo, di tempo e spazio, tra il passato di quello che avrebbe potuto essere e il futuro di ciò che potrebbe.
Montale d’altronde ha scritto "L’attesa è lunga, e il mio sogno di te non è finito."
G. Bompiani, L’attesa, et al./ edizioni (2011), pp. 102, eu. 12.