Una parola buona

Pubblicato il da possodireunacosa.over-blog.it

Un bimbo aveva perso tutte le parole buone e gli erano rimaste quelle brutte: merda, cacca, stronzo, eccetera.
Allora la sua mamma lo porta da un dottore, che aveva i baffi lunghi così, e gli dice: – Apri la bocca, fuori la lingua, guarda in su, guarda in dentro, gonfia le guance.
Il dottore dice che deve andare a cercare in giro una parola buona. Prima trova una parola così (il bambino indica una lunghezza di circa venti centimetri) che era «uffa», che è cattiva. Poi ne trova una lunga così (circa cinquanta centimetri) che era «arrangiati» che è cattiva. Poi trova una parolina rosa, che era «ciao», se la mette in tasca, la porta a casa e impara a dire le parole gentili e diventa buono.

 

[Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, Torino, Einaudi 2010, p. 17]

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